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SIRONI. GLI ANNI '40 e '50. Dal crollo dell'ideologia agli anni dell'Apocalisse |
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 | |  | Dal: 29/02/2008 Al: 22/06/2008 |
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|  | |  | |  | |  | |  | Nella prestigiosa Sala del Collezionista verranno esposte circa 50 opere, scete tra le più rappresentative dell'ultimo periodo creativo, appartenenti alle più importanti collezioni private e pubbliche, tra cui la Pinacoteca di Brera e le Civiche Raccolte d'Arte di Milano, il Mart di Trento e Rovereto, i Musei Vaticani di Roma, la Pinacoteca Comunale di Forlì, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, il Museo Rimoldi di Cortina d'Ampezzo.
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|  | |  | Sironi negli anni quaranta e cinquanta, e fino al 1961 quando scompare, esprime in una serie di opere intensissime un'immagine della realtà opposta a quella della giovinezza e della maturità. Negli vent'anni di lavoro il grande maestro ha rinnovato radicalmente il proprio linguaggio, dando vita a nuove forme, e forma a una nuova visione del mondo, in un periodo storico e personale difficilissimo.
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|  | | VISITE SPECIALI CON I CURATORI |
|  | Alla scoperta delle straodinarie opere di Sironi accompagnati da due guide eccezionali:
Giovedì 29 maggio 2008, ore 21.00 visita guidata con CALUDIA GIAN FERRARI
Giovedì 12 giugno 2008, ore 18,00 visita guidata con ELENA PONTIGGIA
con il solo ingresso ridotto € 4 |
|  | | Nausicaa e la nave di Ulisse |
|  | |  | |  | FAI IL PIENO DI CULTURA 17 maggio 2008 APERTURA STRAORDINARIA fino alle 24 con ingresso ridotto € 4
> MOVIDA DELLO SPORT 31 maggio 2008 APERTURA STRAORDINARIA fino alle 24 con ingresso ridotto € 4
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|  | |  | L'IDEALE DELLA PITTURA MURALE I PAESAGGI URBANI LE ‘FIGURE SEDUTE' LA STAGIONE NEO-METAFISICA LE COMPOSIZIONI POLICENTRICHE I TEMI RELIGIOSI I SIPARI DI ROCCE IL LAVORO, 1949 EVOCAZIONI RITMICHE OMAGGIO A GIOTTO, 1954 IL TEMA DELLE MONTAGNE DEBOUT LES MORTS, 1958 APOCALISSE, 1961
Il percorso espositivo della mostra è ordinato per nuclei, seguendo uno sviluppo cronologico a partire da opere come Frammento murale (1939-1940) e Composizione (Nausicaa e la nave di Ulisse, 1940 c.), in cui Sironi si ispira alle dimensioni monumentali delle pitture murali , dei rilievi, dei mosaici. Degli anni 1940 e 1942 sono esposti i paesaggi urbani, carichi di drammaticità e al tempo stesso di un'imponente energia costruttrice, che traspaiono nelle opere della Pinacoteca di Brera, delle Civiche Raccolte d'Arte di Milano e ne Il gasometro del Mart o nella fondamentale Periferia (1942), esposta dopo decenni. Intorno al 1942 inoltre Sironi dipinge spesso figure sedute, monumentali e disorientate, pietrificate in luoghi inospitali. Nelle opere neo-metafisiche - Composizione con manichino e squadra (1942) - compaiono invece fantocci approssimativi ed elementi architettonici grandiosi, come frammenti spezzati. L'uomo, da artefice, diventa spettatore di una misteriosa distruzione. Nel 1943-1944 Sironi crea poi numerose composizioni policentriche , impostate su immagini e scene accostate, che rievocano la spazialità dell'affresco. I temi religiosi compaiono sul finire della guerra, con iconografie non canoniche ma cariche di un'intensa pietas. Ne L'apologo (Cristo e gli apostoli, 1944) sembra rappresentata l'intera umanità tesa a cercare un senso alla storia che pare non averlo, e ne La penitente (1945) la figura è prostrata da un angoscioso moto di contrizione. Scogliera (1947) e Lazzaro (1946) documentano una folta serie di opere in cui uomini e cose appaiono davanti a incombenti sipari di rocce. Il crollo di tutti i suoi ideali segna il linguaggio pittorico di Sironi e Lazzaro, sepolto sotto un cumulo di massi, è metafora dell'intera condizione umana. Negli anni successivi, in opere come Evocazione ritmica (1952), Sironi cerca una nuova armonia, governata non dal metro decimale, ma dalla sezione aurea che “deduce dalla Natura ritmi universali”. Tornano poi i paesaggi – come Paesaggio (Tre cime di Lavaredo , 1952 c.) – e emerge il tema delle montagne, sentite come divinità, segni di una natura vitale ed eterna contrapposta alla incapacità dell'uomo di realizzare una nuova civiltà. Le composizioni ultime vibrano di una intensa drammaticità. In Debout les morts (in piedi i morti)riecheggia una misteriosa profezia, e una umanità minima è inghiottita da arroventate lastre di roccia. Il più grande pittore di architetture del nostro secolo conclude la sua ricerca con la visione di un crollo metafisico, di un terremoto universale: Apocalisse (1961).
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|  | |  | |  | |  | VISITE GRATUITE NEI WEEK END
VISITA GIUDATA per IL PUBBLICO offerta dalla Fondazione Stelline: - Ogni SABATO, ore 15.00 Un'occasione per incontrare un artista affascinante, icona del '900 italiano
VISITA GIOCO per FAMIGLIE offerta dalla Fondazione Stelline: - Ogni DOMENICA, ore 11 Alla scoperta delle opere di Sironi con un foglio didattico per i bambini e una visita interattiva dal titolo: Un giorno con un artista del secolo scorso: Mario Sironi. Papà, papà, andiamo a conoscere Sironi!!! Attraverso un foglio didattico, che aiuterà i bambini e le famiglie, un operatore proporrà una visita interattiva, nella quale impareremo a conoscere Sironi, scoprendo le sue opere.
PRENOTAZIONI OPERA d'ARTE da pagare a parte il costo del biglietto tel. 02-45487400; fax 02.45487401; info@operadartemilano.it
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|  | |  | |  | |  | Il catalogo Electa che accompagna la mostra propone nuovi contributi critici di Elena Pontiggia, di Claudia Gian Ferrari, di Lorella Giudici oltre a un'importante riflessione critica di Jean Clair. Le accurate schede bibliografiche ridatano, sulla base di documenti inediti, alcune delle opere in mostra e la ricca bibliografia ricostruisce capillarmente gli ultimi vent'anni dell'artista con nuovi drammatici particolari sulle sua vita e nuovi dati sulla sua partecipazione al mondo dell'arte, oltre ad alcuni suoi scritti inediti e sconosciute dichiarazioni di poetica artistica.
Catalogo Electa pp. 188; 103 illustrazioni a colori € 30 in mostra; € 35 in libreria
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|  | |  | Nato a Sassari nel 1885, ben presto la sua famiglia si trasferì a Roma, dove Sironi, abbandonati gli studi di ingegneria, iniziò a frequentare l'Accademia di Belle Arti e lo studio di Giacomo Balla, stringendo amicizia anche con Gino Severini e Umberto Boccioni. Già dal 1914 , trasferitosi a Milano, si avvicinò al Futurismo, di cui condivise l'esperienza bellica di volontario ciclista a fianco di Marinetti e Sant'Elia. Nei primi anni venti, la sua pittura restò di tipo futurista anche se, celatamente, nel suo stile si stavano facendo già strada forme sempre più monumentali (Paesaggio urbano, 1921), tendenti al metafisico, di cui diede una personale interpretazione nelle celebri periferie. Nel 1920 Sironi firmò con Leonardo Dudreville, Achille Funi e Luigi Russolo il manifesto Contro tutti i ritorni in pittura, che contiene in nuce le tesi poi fatte proprie dal gruppo Novecento, di cui Sironi fu uno dei fondatori, nel 1922. Il Richiamo all'ordine di Sironi si manifesta in maniera differente rispetto a quella che gli altri artisti portano avanti negli stessi anni: è più tenebroso e cupo e dunque sarà impossibile scorgere nelle sue tele quelle vedute magiche, chiare e cristalline, tipiche del grande quattrocento italiano, che gli altri novecentisti invece promuovono nei loro lavori. Al contrario della maggior parte degli artisti del Novecento, per lui la stilizzazione non divenne mai cliché e, sino all'ultimo, seppe trovare nuove forme espressive per la propria ricerca. Dall'inizio degli anni trenta gli interessi artistici di Sironi si moltiplicarono, spaziando dalla grafica alla scenografia, dall'architettura alla pittura murale (Il Lavoro, 1933, per la quinta Triennale di Milano), dal mosaico all'affresco. La sua attività apparve sempre più finalizzata alla realizzazione di opere monumentali e celebrative del regime fascista, che si nutrono del recupero della tradizione aulica dell'arte italiana (L'Italia fra le Arti e le Scienze, 1935, Università di Roma). Nel 1932 fu l'artista più impegnato per la realizzazione della Mostra della Rivoluzione Fascista che si tenne al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Tornato nel 1940 alla pittura da cavalletto, procedette in una ricerca che dalla densa corposità e plasticità delle opere precedenti sfociò in talune montagne e tele a composizione multipla, con risultati affini a quelli dell'astrattismo. Nel dopoguerra la pittura di Sironi si fece cupa e drammatica, abbandonando il carattere monumentale e di grande eloquenza degli ultimi anni a favore di una diversa e più dimessa concezione spaziale, resa su tele di piccole dimensioni (La città, 1946, Galleria Narciso, Torino). Morì a Milano il 13 agosto 1961. L'anno seguente, nel 1962, venne allestita un'ampia e rigorosa retrospettiva a Venezia, alla XXXI Biennale.
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|  | |  | La rassegna, curata da Claudia Gian Ferrari e Elena Pontiggia, si avvale di un Comitato scientifico di cui fanno parte anche Jean Clair e Andrea Sironi, nipote dell'artista. Per la mostra è stato chiesto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Lombardia, dal Comune e dalla Provincia di Milano.
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|  | |  | SIRONI. GLI ANNI '40 E ‘50 Dal crollo dell'ideologia agli anni dell'Apocalisse 29 febbraio – 25 maggio 2008
Milano, FONDAZIONE STELLINE (corso Magenta 61) ORARIO: martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso il lunedì) BIGLIETTI: intero € 6; ridotto € 4; gruppi € 3; scuole € 2 Catalogo Electa
Info 02 45462411 / fondazione@stelline.it / www.stelline.it Prenotazioni / 899666805* / www.vivaticket.it (*servizio a pagamento senza diritto di prevendita)
Visite guidate, visite-conferenza, visite gioco per bambini OPERA d'ARTE Prenotazioni tel. 02.45487395; fax 02.45487401 info@operadartemilano.it
Ufficio Stampa CLP Relazioni Pubbliche Tel. 02.433403 – 02.36571438 Fax 02.4813841 press@clponline.it Comunicati e immagini su: www.clponline.it
FONDAZIONE STELLINE Alessandra Klimciuk, tel. 02.45462437; press@stelline.it
ELECTA Ilaria Maggi, tel. 02.21563250; imaggi@mondadori.it Enrica Steffenini, tel. 02.21563433; elestamp@mondadori.it
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