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Il complesso del Palazzo delle Stelline in corso Magenta rappresenta indubbiamente uno degli episodi di maggior rilievo nel tessuto urbano milanese, ma soprattutto, con i valori storici, architettonici e di umanità di cui è carico, costituisce un elemento emergente, reale e preciso, della sua memoria sociale.
Dopo la caduta di Ludovico il Moro nel 1500, Milano diviene terra di conquista per l’invasore straniero: le truppe dilagano per il contado, portando morte e distruzione. È facile immaginare le conseguenze che queste guerre si lasciavano dietro: una fila di emarginati, derelitti e barboni. Il Palazzo delle Stelline nasce in questo contesto. Tra i primi benefattori, Gerolamo Emiliani, un nobile veneziano consacratosi al sacerdozio nel 1518, si preoccupò in particolare degli orfanelli, conquistando il consenso di Francesco Sforza che gli mise a disposizione la Casa del Morone, nei pressi della Chiesa di San Martino. Avendo qui trovato rifugio gli orfanelli maschi, questi ereditarono l’appellativo di “Martinitt”. Pochi anni dopo, San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, trovò modo di sistemare le fanciulle orfane in uno stabile accanto alla Chiesa di Santa Caterina, da cui la denominazione di “Caterinette”. Dopo la peste del 1576, aggravatasi la situazione, il Borromeo non esitò a sopprimere il vecchio Monastero delle Benedettine di S. Maria della Stella, situato nell’attuale corso Magenta; il 7 gennaio del 1578, preso in affitto dalle stesse Benedettine l’intero circondario del soppresso monastero, vi eresse lo “Spedale dei Poveri Mendicanti e Vergognosi della Stella”.
E soprattutto dalla metà del 1600 la Stella rafforza sempre più un’accoglienza rivolta all’infanzia bisognosa, soprattutto orfana, limitando la presenza di adulti. Un criterio adottato un po’ per scelta, un po’ per necessità. Sono, infatti, notevolmente aumentate le nascita illegittime e gli abbandoni di bambine e bambini nella città di Milano e aumenta il numero di richieste di soccorso alle quali il capoluogo lombardo deve provvedere. È in questo momento che il nostro palazzo diventa una vera e propria istituzione pubblica, amministrata ufficialmente dalla “Società dell’Obbedienza”, composto di nobili cittadini ed ecclesiastici. Nello stabile, ricostruito dall’illustre architetto Fabio Mangoni, trovarono ospitalità le giovani orfane, ribattezzate “Stelline” in memoria appunto del Monastero di S. Maria della Stella.
La sua trasformazione in orfanotrofio esclusivamente femminile avvenne, invece, nel 1788, ad opera di Giuseppe II, con la fondazione dell’Orfanotrofio Femminile della Stella, e si conclude con l’abbandono nel 1971 della sede storica in corso Magenta, rendendo disponibile il palazzo per altre attività. Superata l’istituzione dell’Orfanotrofio, l’assistenza alle Stelline viene assicurata in comunità alloggio, nelle case famiglia.
Oggi il palazzo di corso Magenta ha subito profonde modifiche strutturali e di destinazione, ma è fuor di dubbio che nel procedere della sua storia plurisecolare ha continuato e continua a rappresentare un punto di riferimento reale e preciso della vita milanese. Acquistato dal Comune di Milano per farne la sede dell’Istituto Internazionale per la Gestione della Tecnologia, la parte corrispondente al numero civico 61, venne ristrutturata su progetto dell’architetto Jan Battistoni. Tutti gli interventi sono stati pensati nel rispetto della struttura originaria del palazzo e mantenendone inalterate le caratteristiche originali, gli scaloni di pietra, i corridoi del chiostro e la magnolia centrale, che ne è divenuta il simbolo.
Mutate le finalità assistenziali in finalità di servizi congressuali e culturali, si riscontra, comunque, una sorta di continuità secolare tra i modi di abitare gli spazi del Palazzo delle Stelline, che continua ad essere nel cuore di Milano e dei Milanesi luogo di incontro, di socializzazione, di formazione e di produzione culturale.
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| Sulla storia del Palazzo e della vita delle Stelline sono state pubblicate le seguenti opere: |
- E. Baio Dossi, E. Bressan, G. Chiaramonte, La città delle Stelline, Fondazione Stelline, 2000
- Id., Le Stelline. Storia dell’Orfanotrofio Femminile di Milano, Milano, F. Angeli, 1994
- Id., L’Orfanotrofio Femminile delle Stelline dalla Restaurazione alla prima guerra mondiale, in Dalla carità all’assistenza. Orfani, vecchi e poveri a Milano tra Settecento ed Ottocento, a cura di C. Cenedella, Milano, Electa, 1993
- Id., La condizione delle orfane alla Stella di Milano tra Ottocento e Novecento, in «Sanità, Scienza e Storia», 1985
- AA.VV., Le Stelline. Storia e vita di un Palazzo, Bergamo, Bolis, 1995
- C. Cenedella (a cura di), Milano, la gioia e il mestiere di vivere, catalogo della mostra fotografica, Milano, Consiglio degli Orfanotrofi e del Pio Albergo Trivulzio, 1994
- P. Biscottini (a cura di), Trivulzio, Martinitt e Stelline, Milano, Federico Motta, 1990
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